| La Bibbia racchiude più sensi in un unico testo? |
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Motivi contrari Sembra che lo stesso testo biblico non racchiuda più sensi, cioè - in base alla distinzione abituale - il senso storico o letterale, il senso allegorico, il senso tropologico o morale e il senso anagogico. Infatti: 1. La molteplicità di sensi in uno stesso testo genera confusione e inganno e toglie ogni forza all'argomentazione. Del resto la logica esclude l'uso di proposizioni equivoche perché esse danno luogo solo a dei sofismi o falsi ragionamenti. Ora la Bibbia dev'essere atta a mostrarci la verità senza alcun errore. Non può perciò un unico testo racchiudere più sensi. 2. Dice sant'Agostino: «La Bibbia, chiamata Antico Testamento, si presenta sotto quattro forme: la storia, l'eziologia, l'analogia e l'allegoria»". Ora questa divisione sembra del tutto diversa rispetto alla precedente. Non è quindi conveniente che uno stesso testo sia interpretato secondo i quattro sensi precedenti. 3. Infine si aggiunga che, oltre i quattro sensi precedenti, c'è anche quello della parabola che, per sé, non rientra in quei quattro. Motivo a favore Dice san Gregorio: «La Bibbia, per lo stesso modo di esprimersi, supera tutte le altre scienze. E ciò perché, in un identico discorso, mentre racconta un fatto annuncia un mistero». Risposta conclusiva Bisogna ricordare che l'autore della Bibbia è Dio. Ora per esprimere qualche verità, egli può usare non solo delle parole - come può fare qualunque uomo - ma può servirsi anche di cose. Per questo, se nelle altre scienze le parole hanno un significato, la Bibbia ha ciò di particolare: le stesse cose, indicate dalla parola, significano a loro volta altre cose. Così stando le cose, il primo significato - quello cioè in base al quale le parole impiegate esprimono certe cose - corrisponde al primo senso che è, appunto, il senso storico o letterale. Il secondo significato - in base al quale le cose espresse dalla parola significano, a loro volta, altre cose - si chiama precisamente il senso spirituale, che si fonda sul senso letterale e lo presuppone. Il senso spirituale, poi, si suddivide in tre sensi distinti. Dice infatti l'Apostolo che la legge antica è figura della nuova". E la legge nuova, come dice Dionigi, è figura della gloria futura. Così pure, nella nuova legge, le cose compiutesi nel Capo stanno a significare quelle che dobbiamo fare noi. Ora quando le cose dell'antica legge significano quelle della nuova legge, si ha il senso allegorico; quando le cose realizzate nel Cristo o riguardanti la figura di Cristo sono il segno di ciò che noi dobbiamo fare, si ha il senso morale; infine, se si tiene conto che queste stesse cose significano le cose attinenti alla gloria eterna, si ha il senso anagogico. Siccome però il senso letterale è quello inteso dall'autore e l'autore della Bibbia è Dio - il quale comprende simultaneamente tutte le cose con il suo intelletto - non c'è difficoltà ad ammettere, con sant'Agostino, che anche secondo il senso letterale vi siano più sensi in uno stesso testo biblico. Risposta ai motivi contrari 1. La molteplicità di sensi non porta a equivoci, perché questi non si moltiplicano per il fatto che una stessa parola significa più cose, ma solo perché le cose significate dalle parole possono essere segno di altre cose. Pertanto non c'è da temere che ci siano confusioni nella Bibbia perché tutti i sensi si fondano su quello letterale. Solo a partire da questo è legittimo argomentare, non già dal senso allegorico, come nota sant'Agostino. Né per questo viene a mancare qualcosa alla Bibbia, perché niente di necessario alla fede è contenuto nel senso spirituale, che la Bibbia non esprima chiaramente in senso letterale in qualche altro testo. 2. Non c'è opposizione tra la divisione di sant'Agostino e quella precedente perché la storia, l'eziologia e l'analogia appartengono tutte all'unico senso letterale. Infatti, la storia - come spiega lo stesso sant'Agostino - si ha quando si espone semplicemente una cosa; l'eziologia si ha quando si esprime la causa di quanto viene detto, come quando il Signore dichiarò il motivo per cui Mosè permise agli ebrei di ripudiare la moglie, cioè per la durezza del loro cuore. L'analogia si ha quando si fa vedere che la verità d'un passo biblico non è in contrasto con la verità d'un altro passo. Nella suddivisione in quattro parti, fatta da sant'Agostino, l'allegoria da sola corrisponde ai tre sensi spirituali. Così Ugo di San Vittore pone, sotto il nome di allegoria, anche il senso anagogico, enunciando - nel terzo libro delle sue "Sentenze" - soltanto tre sensi: storico, allegorico e tropologico. 3. Il senso della parabola è incluso nel senso letterale. In effetti per mezzo delle parole della parabola viene significato, nello stesso tempo, qualcosa in senso proprio e qualcosa in senso figurato. In tal caso il senso letterale della Bibbia non è la figura, ma ciò che la figura stessa rappresenta. Quando, per esempio, la Bibbia parla del braccio di Dio, il senso letterale non è che Dio abbia il braccio, ma ciò che tale membro simboleggia, cioè la potenza attiva. Da tutto ciò appare chiaro che il senso letterale della Bibbia, se ben compreso, non racchiude niente di falso.
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![]() Sabato 26 Maggio 2007 Il 13 maggio 1856 Padre Pier Giuliano Eymard, fondò la congregazione del SS. Sacramento (detta dei Padri Sacramentini) e delle Ancelle del SS. Sacramento. Nato a Le Mur (Francia) nel 1811, ebbe fin dall’infanzia una fede segnata dall’Eucarestia. Diventato sacerdote nel 1834, nel 1839 entrò nella Congregazione dei Padri Maristi e ne divenne Superiore Provinciale. Padre Eymard visse e lavorò nelle periferie malfamate di Parigi, a favore dei poveri e degli operai.... Leggi tutto... |
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