Capitolo 54
Giovedì 12 Aprile 2007
Le opposte tendenze della natura e della Grazia    Figliuolo, osserva attentamente i movimenti della natura e della grazia, perchè procedono in senso opposto e sono appena percettibili, tanto che a stento anche l'uomo spirituale e interiormente illuminato riescie a... Leggi tutto...
Capitolo 46
Giovedì 12 Aprile 2007
Della confidenza che dobbiamo avere in Dio quando ci vengono rivolte parole pungenti    Figluolo, sta saldo e spera in me. Che altro sono le parole se non parole?   Volano per l'aria, e non scalfiggono pietra. se sei colpevole, di buona voglia pensa ad emendarti.   E se... Leggi tutto...
Capitolo 43
Giovedì 12 Aprile 2007
Contro la vana scienza del mondo    Figliuolo, non lasciarti sedurre dall'eleganti e solttili disquisizioni degli uomini, perchè il regno di Dio non consiste nelle parole, ma nella virtù.   Medita invece le mie parole che infiammano i cuori e illuminano le menti,... Leggi tutto...
Capitolo 34
Giovedì 12 Aprile 2007
Chi ama gusta Dio più di tutto e in tutte le cose.    Ecco il mio Dio e il mio tutto.  Cosa posso voler di più e quale maggior felicità desiderare? O parola dolce e soave, solo però per chi ama il verbo, non per chi ama il mondo con quanto in esso si... Leggi tutto...
Capitolo 18
Giovedì 12 Aprile 2007
L'uomo non dev'essere un curioso indagatore del Sacramento, ma umile imitatore di Cristo    Devi guardarti dalla curiosa quanto inutile investigazione su questo profondissimo Sacramento, se non vuoi restare sommerso nell'abisso del dubbio.   Chi scruta la... Leggi tutto...
Fanno debiti e poi vogliono che io li paghi (1881)
Lunedì 24 Novembre 2008
Nel 1881 la conferenza dei Cooperatori a Nizza era stata indetta per il venerdì 12 marzo. Il povero Don Ronchail che si dibatteva in mezzo ai debiti, l'aveva preparata con ogni studio; ai soli fornitori dei laboratori doveva trentasei mila franchi, sic­ché il coadiutore Moro,... Leggi tutto...
Non l'avesse mai fatto!... (1881)
Lunedì 17 Novembre 2008
Come s'era previsto, a Marsiglia la mattina del 15 marzo 1881, ci fu un'invasione. Una sessantina almeno di persone chiedevano rumorosamente di vederlo. Si aveva un bel dire che egli non stava bene e non poteva ricevere: nessuno si voleva muo­vere. Stanchi di aspettare e colto il momento in... Leggi tutto...
Lo perdoni e mi benedica (1881)
Lunedì 27 Ottobre 2008
Nel giugno del 1881 Don Lasagna, accompagnando Don Bosco nella Liguria, fu testimonio di un atto, quale solamente i santi sono capaci di compiere. Monsignor Boraggini, vescovo di Savona, aveva avuto un urto col direttore di Varazze Don Mona­teri, perché questi non aveva creduto bene di... Leggi tutto...
Tutto per un gatto (1881)
Sabato 04 Ottobre 2008
Grasse è un capoluogo di circondario sopra Cannes, a qua­ranta chilometri da Nizza. Il dottor D'Espiney nel suo Dom Bosco ci sa dire che il Santo vi passò alcuni giorni nel 1881, che ricevè molte persone e che guarì un'attempata operaia. Presentatasi costei a... Leggi tutto...
Voltaire dà una mano a Don Bosco (1880)
Martedì 09 Settembre 2008
Un giorno era stata da Don Bosco una signora per pregarlo caldamente che andasse a trovare un cotale prossimo ormai alla sua fine. Copriva un grado altissimo nella massoneria e aveva respinto con risolutezza dal suo letto qualsiasi prete, solo a stento permettendo che s'invitasse Don Bosco. Il... Leggi tutto...
La Bibbia racchiude più sensi in un unico testo? E-mail

Motivi contrari

Sembra che lo stesso testo biblico non rac­chiuda più sensi, cioè - in base alla distinzione abituale - il senso storico o letterale, il senso alle­gorico, il senso tropologico o morale e il senso anagogico. Infatti:

1. La molteplicità di sensi in uno stesso testo genera confusione e inganno e toglie ogni forza all'argomentazione. Del resto la logica esclude l'uso di proposizioni equivoche perché esse dan­no luogo solo a dei sofismi o falsi ragionamenti. Ora la Bibbia dev'essere atta a mostrarci la verità senza alcun errore. Non può perciò un unico te­sto racchiudere più sensi.

2. Dice sant'Agostino: «La Bibbia, chiamata Antico Testamento, si presenta sotto quattro for­me: la storia, l'eziologia, l'analogia e l'allegoria»". Ora questa divisione sembra del tutto diversa ri­spetto alla precedente. Non è quindi conveniente che uno stesso testo sia interpretato secondo i quattro sensi precedenti.

3. Infine si aggiunga che, oltre i quattro sensi precedenti, c'è anche quello della parabola che, per sé, non rientra in quei quattro.

Motivo a favore

Dice san Gregorio: «La Bibbia, per lo stesso modo di esprimersi, supera tutte le altre scienze. E ciò perché, in un identico discorso, mentre racconta un fatto annuncia un mistero».

Risposta conclusiva

Bisogna ricordare che l'autore della Bibbia è Dio. Ora per esprimere qualche verità, egli può usare non solo delle parole - come può fare qua­lunque uomo - ma può servirsi anche di cose. Per questo, se nelle altre scienze le parole hanno un significato, la Bibbia ha ciò di particolare: le stesse cose, indicate dalla parola, significano a lo­ro volta altre cose.

Così stando le cose, il primo significato - quello cioè in base al quale le parole impiegate esprimono certe cose - corrisponde al primo senso che è, appunto, il senso storico o let­terale. Il secondo significato - in base al quale le cose espresse dalla parola significano, a loro vol­ta, altre cose - si chiama precisamente il senso spirituale, che si fonda sul senso letterale e lo presuppone.

Il senso spirituale, poi, si suddivide in tre sensi distinti. Dice infatti l'Apostolo che la legge antica è figura della nuova". E la legge nuova, come dice Dionigi, è figura della gloria futura. Così pure, nella nuova legge, le cose compiutesi nel Capo stanno a significare quelle che dobbia­mo fare noi.

Ora quando le cose dell'antica legge significano quelle della nuova legge, si ha il sen­so allegorico; quando le cose realizzate nel Cristo o riguardanti la figura di Cristo sono il segno di ciò che noi dobbiamo fare, si ha il senso morale; infine, se si tiene conto che queste stesse cose significano le cose attinenti alla gloria eterna, si ha il senso anagogico.

Siccome però il senso letterale è quello inteso dall'autore e l'autore della Bibbia è Dio - il quale comprende simultaneamente tut­te le cose con il suo intelletto - non c'è difficoltà ad ammettere, con sant'Agostino, che anche se­condo il senso letterale vi siano più sensi in uno stesso testo biblico.

Risposta ai motivi contrari

1. La molteplicità di sensi non porta a equi­voci, perché questi non si moltiplicano per il fatto che una stessa parola significa più cose, ma solo perché le cose significate dalle parole possono es­sere segno di altre cose. Pertanto non c'è da teme­re che ci siano confusioni nella Bibbia perché tutti i sensi si fondano su quello letterale. Solo a partire da questo è legittimo argomentare, non già dal senso allegorico, come nota sant'Agostino. Né per questo viene a mancare qualcosa alla Bibbia, perché niente di necessario alla fede è contenuto nel senso spirituale, che la Bibbia non esprima chiaramente in senso letterale in qualche altro testo.

2. Non c'è opposizione tra la divisione di sant'Agostino e quella precedente perché la storia, l'eziologia e l'analogia appartengono tutte all'unico senso letterale.

Infatti, la storia - come spiega lo stesso san­t'Agostino - si ha quando si espone semplicemen­te una cosa; l'eziologia si ha quando si esprime la causa di quanto viene detto, come quando il Si­gnore dichiarò il motivo per cui Mosè permise agli ebrei di ripudiare la moglie, cioè per la durezza del loro cuore.

L'analogia si ha quando si fa vedere che la ve­rità d'un passo biblico non è in contrasto con la verità d'un altro passo. Nella suddivisione in quat­tro parti, fatta da sant'Agostino, l'allegoria da sola corrisponde ai tre sensi spirituali. Così Ugo di San Vittore pone, sotto il nome di allegoria, an­che il senso anagogico, enunciando - nel terzo li­bro delle sue "Sentenze" - soltanto tre sensi: sto­rico, allegorico e tropologico.

3. Il senso della parabola è incluso nel senso letterale. In effetti per mezzo delle parole della parabola viene significato, nello stesso tempo, qualcosa in senso proprio e qualcosa in senso fi­gurato. In tal caso il senso letterale della Bibbia non è la figura, ma ciò che la figura stessa rap­presenta. Quando, per esempio, la Bibbia parla del braccio di Dio, il senso letterale non è che Dio abbia il braccio, ma ciò che tale membro simboleggia, cioè la potenza attiva. Da tutto ciò appare chiaro che il senso letterale della Bibbia, se ben compreso, non racchiude niente di falso.

 
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150 Fondazione Padri Sacramentini
Sabato 26 Maggio 2007
Il 13 maggio 1856 Padre Pier Giuliano Eymard, fondò la congregazione del SS. Sacramento (detta dei Padri Sacramentini) e delle Ancelle del SS. Sacramento. Nato a Le Mur (Francia) nel 1811, ebbe fin dall’infanzia una fede segnata dall’Eucarestia. Diventato sacerdote nel 1834, nel 1839 entrò nella Congregazione dei Padri Maristi e ne divenne Superiore Provinciale. Padre Eymard visse e lavorò nelle periferie malfamate di Parigi, a favore dei poveri e degli operai.... Leggi tutto...
   
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